Biobanche

Da centro di stoccaggio e conservazione di materiale biologico ad hub della conoscenza

Biobanche

Le caratteristiche

Le biobanche sono strutture nate per raccogliere, conservare, distribuire, secondo determinati standard di qualità, tessuti, cellule e liquidi biologici di origine umana, animale o vegetale, a fini di ricerca e diagnosi.

Tradizionalmente il ruolo della biobanca è quello di deposito e conservazione di materiale biologico, da utilizzare in studi retrospettivi per rispondere a domande di interesse scientifico. Il futuro delle biobanche è però quello di porsi come risorsa fondamentale per studi prospettici, a supporto della ricerca clinica e traslazionale.

Con l’avvento delle tecnologie bioinformatiche, che consentono la raccolta di grandi quantità di dati genetici e molecolari, il ruolo delle biobanche evolve da centro passivo di stoccaggio e conservazione di materiale biologico del paziente a quello attivo di hub della conoscenza.

Grazie alle tecnologie della NGB – Next Generation Biobank – è possibile oggi collegare al campione anche la storia clinica del soggetto donatore, contenuta in registri clinici come il fascicolo sanitario elettronico, e ogni altro dato bioinformatico che ne completa il profilo.

Biobanche di nuova generazione

Il patrimonio di informazioni può essere reso disponibile sulla base di precisi profili autorizzativi ed etici ai clinici e alla comunità scientifica, al fine di programmare interventi di medicina di precisione e diagnosi predittive sul paziente, nonché attivare reti di ricerca clinica finalizzate allo sviluppo di nuove terapie.

La biobanca di nuova generazione si propone di diventare luogo deputato all’integrazione dei dati provenienti da campioni biologici del paziente e di altri dati di origine molecolare, clinica e relativi agli stili di vita del soggetto, costruendo un vero e proprio hub informativo a supporto di studi clinici e investigativi della medicina di precisione.

I nuovi programmi di ricerca scientifica richiedono sempre più sinergie e collaborazioni tra ricercatori, laboratori, biobanche, centri clinici e industria biotech, anche attraverso la messa in rete di risorse condivise. Nel prossimo futuro l’interfaccia della biobanca non si misurerà solamente da quanti campioni essa contiene, bensì dalla fruibilità e dall’effettivo utilizzo del suo patrimonio informativo ai fini della ricerca clinica investigativa.